SCENA TORRIONE

SCENA TORRIONE

Il Torrione angioino è stato costruito a metà del XIV secolo e nei documenti viene sempre indicato come castello pur non rispondendo, per impianto, a tale nome. Nel 1488 il castello viene adattato a carcere. Dotato di un ampio fossato e di casematte nel 1551, con la fine del periodo feudale, passa all’Universitas cittadina ma negli anni successivi viene usato dai diversi dominatori come roccaforte.

Nell’aprile 1828 il Torrione conosce una nuova storia. Nell’autunno dell’anno precedente, 1827, la produzione di olive a Bitonto era stata abbondante e gli oleifici locali non erano in grado di lavorare la mole di olive. I grandi proprietari terrieri bitontini erano venuti a conoscenza della presenza in Puglia di uno straniero che offriva nuove tecniche che velocizzavano il processo di molitura. Era Pierre Ravanas. I grandi proprietari terrieri di Bitonto lo contattarono. Fra questi un esponente di spicco era Carmine Sylos, il quale successivamente ricoprirà le cariche di sindaco di Bitonto e di Presidente del Consiglio Provinciale. Ravanas ottenne grazie al suo appoggio la concessione per otto anni del Torrione angioino, dove era presente un vecchio frantoio in disuso. La concessione dei locali era a titolo gratuito, ma Ravanas dovette far fronte alle spese per la restauro dei locali. Fu così che venne creato il primo oleificio “moderno” dotato di mola a doppia macina e di torchio idraulico, le invenzioni del francese. L’oleificio entrò in funzione appunto ad aprile del 1828.

(C. Cannito, C. Minenna, A. Sicolo, M. A.Visotti, A pongialbe. Il tempo dell’olio del grano del vino a Bitonto, Quorum Edizioni 2015)

 

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