SCENA COSMESI

SCENA COSMESI

L’uso dell’olio di oliva per la cura del corpo, per la cosmesi e per esigenze terapeutiche era assai diffuso. L’olio veniva utilizzato quotidianamente quale detergente per cospargere il corpo prima e dopo i bagni e con l’aggiunta di sostanze odorose, come unguento. L’importanza di queste abitudini, che i Romani appresero dalle esperienze greche, è riflessa nella grande quantità di contenitori per olio prodotti in diversi materiali ed in svariate forme, rinvenute nel corso degli scavi e conservati nei musei archeologici, anche in Puglia.

Le nostre conoscenze relative all’uso e al confezionamento di cosmetici e balsami si devono anche alle notizie fornite da fonti letterarie: ad esempi, nelle ricche descrizioni della Naturalis Historiae di Plinio il Vecchio e nelle indicazioni registrate da Lucio Giunio Moderato Columella che raccomanda la preparazione degli unguenti mediante l’aggiunta di olio d’oliva a sostanze profumate, a coloranti, a piante o a minerali.

L’olio era molto usato per la cura di sé all’interno delle terme: alle stanze dedicate ai bagni erano annessi infatti anche appositi spazi per i massaggi e per l’unzione del corpo. Dopo il bagno si usavano olii e unguenti, il cui eccesso veniva poi rimosso con lo strigile. Oltre che per il confezionamento di balsami profumati, l’olio d’oliva, grazie alle sue note proprietà terapeutiche, veniva utilizzato per la produzione sia di unguenti per curare le ferite sia di pomate officinali dal largo spettro curativo.

Sicuramente ancor prima dei Greci ad usare gli oli profumati erano stati gli Egiziani.

(Ole@exhibition progetto Elaia Olea Oliva – La cosmesi e la farmacologia)

 

È possibile approfondire attraverso i Pannelli di Olea Exhibition disponibili a questo link: https://drive.google.com/file/d/1dKF1KNMECEqSdlpy4b0JpZDOnPv-WO1L/view?usp=sharing